«Non ricordo di aver mai avuto paura del pubblico: se gli spettatori sapessero fare meglio di me sarebbero qua sul palco, e io laggiù a guardarli» - Ethel Merman
Aveva una voce delicata come una bastonata sui denti, eppure Ethel Merman fu
Tutti, e intendo davvero tutti, i più grandi compositori di musical hanno scritto appositamente per lei: George Gershwin, Cole Porter, Richard Rodgers, Irving Berlin, Stephen Sondheim, Jerry Herman. Arturo Toscanini disse: «la sua non è una voce umana; è un altro strumento nell’orchestra». Gershwin, quando scoprì che non aveva mai preso una lezione di canto (e mai lo fece in vita sua), le proibì di solo avvicinarsi ad un insegnante. Cole Porter, che era davvero stinfio quando si trattava di interpretare le sue canzoni, la considerava la sua esecutrice ideale e scrisse per lei ben cinque musical, contenenti standard immortali come It's de-lovely, You're the top o I get a kick out of you. Ancora per lei Jerry Herman creò Hello Dolly!, il grandioso e intenso canto del cigno che chiuse la sua carriera.
D’altronde la sua voce da allarme antincendio era davvero qualcosa di mai sentito prima (abbassate il volume delle casse e sentite qui), e l’esuberanza comica della “Merm” spiazzava decisamente un pubblico abituato a ben altri tipi femminili, più seducenti o più docili. A questo si aggiungeva una presenza scenica elettrizzante, capace di calamitare su di sé l’attenzione anche a costo di toglierla spudoratamente agli altri attori sul palco (ad esempio andando sul fondo in modo che per rivolgersi a lei dovessero dare le spalle agli spettatori), e di toccare i cuori con il suo modo di fare al tempo stesso irriverente e materno. Inutile dirlo, fu osannata fin da subito dal pubblico omosessuale.
Ethel Merman e la sua ciuffa cotonata non si fermarono nemmeno davanti alla disco music: sulla fine degli anni ’70 registrò alcun cover dei suoi cavalli di battaglia per creare uno degli album più odiati di tutti i tempi, oggetto di culto trash-camp e insostenibile strazio acustico. Insomma, un must have.
Sul palcoscenico non usò mai microfoni, nemmeno quando la tecnologia ne rese diffuso l’utilizzo. C’è a proposito un'illuminante imitazione dell'inimitabile Merman in Forbidden Broadway :
Sentiamo uno sfiatato e microfonato Alan Campbell cantare Sunset Boulevard di Andrew Lloyd Webber, quando
Non si può scrivere una storia di Broadway senza dare un posto d’onore alla Merman: fu la vulcanica evangelista da nightclub di Anything goes, la spettacolare tiratrice di precisione di Annie get your gun, la scombinata diplomatica americana di Call me Madam, la tirannica e ambiziosa mamma Rose di Gypsy, e l’inarrestabile vedova tuttofare di Hello Dolly!. Tanti show diversi, di epoche diverse, con una cosa in comune: una forza della natura come leading lady.
Sapete come si allevano i gamberi?

Io l’ho scoperto nel Sinai: un giorno siamo andati in un’area protetta a nord di Sharm el-Sheik, dove tra le altre cose un nostro amico ha messo su una coltura di gamberi a basso impatto ambientale (molto vip, lo so: in questo parco ai turisti non è permesso l’accesso). E per fare i gamberi si fa così: bisogna scavare nell’entroterra delle grandi vasche d’acqua di mare, e poi vi si riversano tonnellate di sterco di mucca. Lo stallatico, l’acqua e il sole caldo creano così l’ambiente ideale per la crescita di gamberi pasciuti e saporiti, da cuocere alla brace ben speziati.
Interessante, per carità. E il bagno nella laguna di mangrovie, con una barriera corallina bassa e labirintica, è stato magnifico, certo. Senza contare che il pranzo a base di gamberi pescati per noi nelle vasche da due egiziani in bermuda era davvero ottimo.
Ma ancora una volta ho avuto la conferma di una mia ferrea convinzione: ogni piatto finito è molto più gustoso quando se ne ignora il processo produttivo.
Metto in fretta e furia il cartello “chiuso per ferie” al Relax-ay-voo Roof Garden, che adesso esco per saluti speciali e domani ho l’aereo subito alle cinque di mattina (glom): me ne vado una settimanetta sul Mar Rosso.
Interrompere i corsi universitari così a metà semestre, proprio quando iniziano ad esserci le prove in itinere e i programmi entrano nel vivo, è una scelleratezza, lo so; ma qualche sacrificio dovrò pur farlo.
(La foto l’ho scattata io una delle altre volte che sono andato là: perché sì, chi mi dirà che Sharm el-Sheik è una località turistica per sciampiste in viaggio di nozze, ex del Grande Fratello e industrialetti russi in vacanza dalla moglie avrà anche ragione; ma basta tuffarsi giù e ti si apre il cuore.)
Sì, pure la WatkinMadre, all'ora di cena, mi ha amorevolmente preparato cibo analogo; al resto della famiglia però ha però servito la pizza fatta in casa.
La pizza fatta in casa.
Era da quando andavo al ginnasio che non faceva la pizza fatta in casa. E oggi c’ha messo pure la salsiccia: inutile dire che io non ne ho potuto mangiare nemmemo un pezzetto.
Come secondo piatto, invece, ha preparato delle bracioline fritte. Servite dorate e fumanti sotto il mio naso, mentre ingollavo l’ennesimo carico di riso bianco covando in silenzio vendette sanguinarie.
Con le bracioline, giusto perché il menù dei miei familiari non risultasse troppo leggero, ha poi servito la maionese fatta in casa. Da lei, ovviamente. Lei che si lamenta che tra lavoro, cure alla WatkinNonnaAnziana e faccende domestiche non ha mai tempo libero, e che quando mi sento male diventa improvvisamente Antonella Clerici.
Finisco il mio piatto, mi alzo con tutto il gelido contegno che riesco a raccogliere, quando sento la WatkinMadre chiedere al WatkinPadre: «Vuoi della crema?»
«HAI FATTO PURE
Sì, l’ha fatta. Quella donna è demoniaca.
Altra micro-polemica che gira in rete, la pubblicità della lingerie femminile Liaison Dangereuse:
Beh, che dire? Al di là della messa in scena patinata, mi sembra semplicemente basata su un dato di fatto: ricordo che quando andai nello Yemen, paese islamico tra i più integralisti al mondo, per strada le donne erano sempre velate di nero da capo a piedi, e spesso pure sugli occhi (vedevi un cono nero che cammina, e per i primi istanti non riconoscevi nemmeno in che direzione); ciò nonostante nelle vetrine dei negozi era un tripudio di baby-doll inguinali verde e fucsia, o giallo fosforescente a fantasia di fiori e cellulari, reggiseni strizzanti con fiocchetti e frangette, vestaglie bianche e rosa dalla scollatura mediasettiana spinta.
Perché pare proprio che le donne yemenite (o meglio, che agli uomini yemeniti piaccia che le loro donne) in casa vestano così.
Insomma,
Pare incredibile che Cacao Meravigliao (nel video inizia a 1:40, dopo il balletto di quelle casalinghe sciamannate delle Ragazze Coccodé) fosse cantata da Paola Cortellesi tredicenne: quella donna è semplicemente un mostro.
La canzone era il finto sponsor di Indietro tutta, il programma di Renzo Arbore, e allora ci fu chi lo prese così sul serio da chiere il cacao Meravigliao alle commesse del supermercato (che cosa anni ’80, vero?). Io, più modestamente, dall'alto dei miei due anni mi limitavo a diventare pazzo quando mio padre si guardava il vhs con la puntata di Indietro tutta della sera prima: ballavo e ridevo da solo.
L'orgoglioso (ma ingenuo) WatkinPadre si accorgeva della mia precoce passione per le ballerine brasiliane, solo che non la interpretava correttamente, e così mio malgrado divenne una leggenda di famiglia (rafforzata in seguito dalla mia adorazione per Aurora Miranda ne I tre Caballeros). Non so bene in realtà cosa mi eccitasse tanto, se i costumoni con le gale gialle, il motivo simil-brasileiro o il rutilante contorno di tutta la trasmissione, ma il divertimento associato alle sambiste adornate da turbanti di frutta ormai mi si è stampato nella mente come un riflesso pavloviano: ancora adesso non riesco ad ascoltare questa canzone senza provare un'allegria incontenibile. :D
«Che poi mia sorella ci ha visti, quando è rientrata l’altra sera.»
Trasecolo. «Ci ha visti… in che stato!?!»
La sera in questione ero rimasto a dormire da CClaude, dato che i suoi genitori si erano amabilmente tolti dai piedi per qualche giorno. Dopocena la sorellina era uscita, il gemello pure, e noi due da bravi bimbi ci siamo prima accoccolati sul divano a guardare Down with love. Poi, si sa, lanciare i vestiti per aria è un niente e così il contegno da bravi bimbi è andato presto a farsi benedire.
Eravamo quindi in piene faccende affaccendati, per di più finiti giù sul tappeto, quando dopo un po’ udiamo uno sbattere di porte in casa: in un nanosecondo scattiamo su per rivestirci, premere "play" e riassumere una posa disinvolta. La sorellina si affaccia graziosamente alla porta, lontana oltre l’arcata della sala da pranzo:
«Buonanotte ragazzi, io vado a letto.»
«Buonanotte», rispondiamo in coro come Qui e Quo senza Qua.
Il delitto perfetto.
E invece no: è venuto fuori che prima la ragazzina, rincasata quatta quatta, aveva imprudentemente dischiuso la porta del salone per salutarci, rinvenendo così me e suo fratello in atteggiamento inequivocabile. Rendendosi conto che la cosa poteva risultare imbarazzante per tutti, era poi tornata indietro a fare rumore per annunciarsi e solo a quel punto l'abbiamo sentita...
«Oddio che vergogna», penso io riflettendo che d’ora in poi dovrò salutarla sapendo che ha visto il mio sedere illuminato dalla luce di un dvd in pausa, «e che ti ha detto!?»
«Eh, mi ha fatto il cazziatone: “CClaude, hai fatto stare Watkin sul tappeto del salotto!? È scomodo!!!”»
È notizia: a breve nei baci Perugina si troveranno frasi scritte da Federico Moccia.
La lettura di composizioni come «Un tuffo al cuore in un attimo svela mille segreti» o «Io e te, come bellissime stelle, trentamila metri sopra il cielo» allieterà la degustazione di quei bozzoli di cioccolato al latte già abbastanza stucchevoli di per sé.
Ma a giudicare dalla frasine già in circolo, alla Perugina devono avere un'idea tutta propria di "citazione dolce": «Solo gli uomini che non sono interessati alle donne sono interessati ai loro vestiti» (Anatole France dixit). Ehi! Da quando bofonchiare su noi omosessuali è diventata una cosa romantica?
Ho sempre adorato Fantasia: alle elementari ero l'unico nella mia classe a non considerarlo noioso e ogni volta che ho l'occasione me lo riguardo.
L'ultima volta però ho notato una cosa: le ballerine struzzi, come si vede inequivocabilmente dal piumaggio, sono ballerini struzzi. Maschi.
Wow.

La firma dice Mara Carfagna (spero solo per un refuso), ma pare che in realtà l’abbia scritto Renato Farina, ex-giornalista ora radiato dall’albo ma ancora in attività:
«Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?» – Tutela i gay ma è bella quindi si può fischiare: ecco la "Carfagnofobia", Il Giornale, 12 ottobre 2009
Insomma: l’omicidio è il delitto peggiore e non ha graduazioni interne, però alcuni omicidi sono meno peggiori di altri.
Sembra decisamente che La fattoria degli animali di George Orwell, dopo il precedente della settimana scorsa, sia diventato una fonte di ispirazione per gli ideologi della maggioranza: che sia perché nel libro la massima finale “tutti gli animali sono uguali, ma alcuni animali sono più uguali di altri” fosse a vantaggio dei maiali?
(Tutto questo, mentre oggi in Parlamento si affossa traversalmente la legge anti-omofobia. No-comment.)
E, en passant, Renato Farina scrive: «Così le minoranze che non riescono a far riconoscere i loro supposti diritti fondamentali nei loro Paesi, vanno in Europa, si fanno mettere il timbro di diritto umano e poi passano a riscuotere a casa.» Notiamo che nemmeno lui sa gestire la punteggiatura, come un qualsiasi bimbominkia: o il “che” è appositivo, e quindi ci vuole una virgola dopo “minoranze”, o peggio ancora è restrittivo e allora vuol dire che la virgola dopo “Paesi” è conficcata tra soggetto e predicato verbale. Lo so, lo so, la mia è una battaglia persa e ormai le virgole vengono piazzate allegramente secondo il respiro di chi scrive, ma Renato poteva almeno chiedere consiglio alla ministra di cui si fa portavoce: di respiri e apnee ormai ne dovrebbe saper qualcosa.