Sarà che i miei non mi facevano guardare molta televisione, sarà che forse quando davano questo spot ero ancora troppo piccolo, ma io non me lo ricordavo per niente (e nemmeno il Burgy, se a Watkinville ce n'è mai stato uno).
Non è agghiacciante? Cioè, voglio dire, agghiacciante-stupendo. Insomma, su, avete capito cosa voglio dire.
Ma lasciatemi sottolineare gli elementi salienti, vi prego:
- Il gioiosissimo jingle evidentemente cantato da un coro di bambini incatenati a riflettere sugli orrori della Shoa.
- Il cappellino da baseball sulle ventitré del bambino protagonista.
- Il labiale "daaai.." della scafatissima mamma bionda a 0:19 (questo è uno dei punti migliori).
- Lo sguardo pieno di calda commozione dei due genitori a 0:24, quando vedono che il bimbo della mamma scafata rifiuta il biberon per mangiare le patatine fritte.
- Look da zoccola inside della bambina, con occhiali e coda di cavallo, e relativo arpeggio sognante di sottofondo.
- L'acme di tutto lo spot, il punto di maggiore intensità drammatica: lo sguardo del bambino a 0:30. Che poi non si sa cosa voglia comunicare ("sono passivo", a occhio e croce).
- L'intesa tra padre e figlio: "ti piace la ragazza? è molto semplice, piccolo mio: COMPRALA". E infatti alla nonna a 0:38 già brillano gli occhi.
- Lo sguardo che dice "sono un figo, che che ci volete fare?" a 0:42, con tanto di mordicchiamento di labbra.
- L'espressiona da Luana Regina delle Troie che fa la bambina a 0:43, prima che si porti una mano alla bocca e abbassi lo sguardo ad altezza-inguine del bambino.
- Scena finale, verso la luce abbagliante del piacere di tenersi per mano.
Questo spot dovrebbe essere dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità dall'Unesco.