A volte ho l'impressione che la critica attenta alla tematica glbt esageri un po' nel riconoscere strizzate d'occhio e riferimenti queer in così tanti film e musical del passato. Ci sono casi, però, dove il dubbio non sussiste proprio: anche se la conferma non venisse da chi a quell'opera ci ha lavorato (come in questo caso), equivocare sarebbe impossibile.
Prendete The man in the moon, dal musical Mame. Nel '66 a Broadway era cantata dalla grandissima Bea Arthur, una delle più divertenti donne americane (qui in nella parodia di Sex and the city), che interpretò poi lo stesso ruolo nel film.
Questo spezzone è tratto da una celebrazione all'Hollywood Bowl di Jerry Herman, il compositore e paroliere di Mame, Hello Dolly! e La cage aux folles. Stavolta però Bea Arthur prima del numero fa una piccola introduzione e lo dice chiaro e tondo: non è un caso se la canzone dice che l'omino della luna, quello che secondo alcuni si vedrebbe nella faccia del satellite, si mette il rossetto e fa l'occhiolino alle stelle (qui il testo completo):
So dont ever offend her, remember her gender,
the man in the moon is a miss!
Alla faccia della sottile allusione.
